Storia del Nucleare
SINTESI CRONOLOGICA DEI FATTI PRINCIALI
1975
L’origine del problema.
2 agosto
Legge n°393 “Norme sulla localizzazione delle centrali elettronucleari e sulla produzione e sull’impiego di energia elettrica”.
7 ottobre
La Commissione Consultiva Interregionale esprime parere favorevole
a) per una localizzazione di due centrali nel Piemonte orientale;
b) per una localizzazione nella Regione Lombardia –arco alpino lombardo o Lombardia orientale- per ora di una centrale elettronucleare e in successivo
tempo di una seconda; ….
9 ottobre
Il C.I.P.E. (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) delibera l’insediamento di centrali elettronucleari in Piemonte e in Lombardia.
9 ottobre
Telegramma inviato dal Sindaco di Viadana, On. Cesare Baroni, al Presidente della Regione Lombardia Dott. Cesare Golfari; si chiede di valutare la compatibilità di nuovi insediamenti nucleari sul Po con l’uso plurimo delle acque del fiume.
27 ottobre
Il Consiglio Regionale della Lombardia invita la Giunta a indire una Conferenza delle Regioni interessate al fiume Po.
4 novembre
Sulla “Gazzetta di Mantova” Umberto Bonafini, con l’VIII intervento, conclude l’inchiesta sull’installazione di una centrale nucleare a Foce Oglio. Il giornalista ha intervistato nei mesi di ottobre e novembre vari esponenti del mondo politico, economico, sindacale e ambientalista. E’ la prima vera informazione pubblica ad ampia diffusione sul problema nucleare nella provincia di Mantova.
10 novembre
Verbale della seduta ordinaria del Consiglio Comunale di Viadana. Si discute un Ordine del Giorno in cui si cita espressamente la costruzione di una centrale termonucleare alla foce del fiume Oglio. Il Consiglio Comunale esprime riserve nei confronti dell’iniziativa dell’E.N.E.L. (Ente Nazionale per l’Energia Elettrica) e invita Consiglio Provinciale e Consiglio Regionale a non prendere nessuna decisione se non previa consultazione degli Enti e delle Istituzioni
democratiche locali.
15 novembre
Primo dibattito pubblico organizzato in Saletta Oberdan a Mantova da “I Gruppi Giovani degli Agricoltori, dei Coltivatori Diretti e degli Industriali di Mantova”.
27 novembre
Il Consiglio Regionale della Lombardia adotta una delibera sostanzialmente interlocutoria a seguito della delibera 9 ottobre 1975 del CIPE.
1976
Ricerche geotecniche e idrologiche dell’ENEL in un’area di forma ellittica avente come fuochi Foce Oglio e Portiolo.
12 marzo
Convegno interregionale di Cremona sul tema: “Problemi ambientali ed uso delle risorse del Po. Compatibilità e riflessi sulla localizzazione di nuove centrali
elettronucleari”.
14 settembre
Il Prefetto di Mantova autorizza l’ENEL all’esecuzione di sondaggi stratigrafici nel territorio di S. Benedetto Po e di Suzzara (in sinistra Po).
25 ottobre
Documento sui problemi e la politica dell’energia di CGIL-CISL-UIL: “Il movimento sindacale conferma la propria scelta per la produzione elettronucleare
che è essenziale parte del sistema energetico…”
1977
Riprende intensità il dibattito che coinvolge tutte le forze politiche, economiche e sociali. Il personaggio istituzionale che con più lucidità affronta il problema è il Sindaco di Viadana On. Cesare Baroni. Il movimento antinucleare si organizza e inizia una capillare opera di informazione.
5 aprile
La Giunta Regionale approva un documento col quale promuove una serie di incontri con CNEN, Province, Comprensori e Comuni interessati, Regioni interessate al corso del Po, Governo e Parlamento, forze sociali ed economiche interessate, ENEL.
giugno
“Bollettino di Informazione” di CGIL – CISL – UIL della Federazione Provinciale di Mantova sul “PIANO ENERGETICO”. Piena adesione allo sviluppo del nucleare e alla costruzione di alcune centrali.
5 agosto
Il Consiglio Comunale di Viadana esprime parere negativo circa eventuali nuovi insediamenti elettronucleari lungo il corso del Po, con particolare riferimento al territorio del Comune di Viadana.
20 settembre
Ordinanza del Sindaco di Viadana di sospensione dei lavori per la costruzione abusiva di una strada per poter effettuare sondaggi a Torre d’Oglio.
1978
Anno di dibattiti, convegni, manifestazioni antinucleari nelle province di Mantova, Cremona, Reggio Emilia, Parma. Raccolta di oltre 6.000 firme autenticate per costituire il Parco dell’Oglio Inferiore. La proposta di legge di iniziativa popolare è poi bocciata dalla Regione Lombardia.
7 maggio
Grande manifestazione a Casalmaggiore in difesa del Po.
20 novembre Il Provveditore agli Studi di Mantova trasmette alle Scuole Elementari e Secondarie la C.M. n°235 del 2.10.’78 con la quale l’ENEL intende ampliare nelle scuole l’azione informativa sui temi dell’energia nucleare e delle fonti alternative.
26 novembre
S. Matteo delle Chiaviche: migliaia di persone alla manifestazione popolare contro la centrale elettronucleare.
1979
Pochi dibattiti e manifestazioni. Sul territorio l’attenzione al nucleare è tenuta viva per l’incidente verificatosi nella centrale di Three Mile Island a Harrisburg in Pennsylvania.
gennaio
Inizia una raccolta di firme autenticate (ne servono 5.000) per una proposta di iniziativa popolare con cui si chiede alla Regione Lombardia di indire un referendum consultivo di tutta la popolazione lombarda sul quesito “Siete favorevoli all’insediamento di centrali elettronucleari sul territorio della Regione Lombardia?”.
29 marzo
Tree Mile Island, ore 4: inizia il più grave incidente ad una centrale nucleare nei paesi occidentali; la sua evoluzione è attentamente seguita da tutta l’opinione pubblica. A livello nazionale si riaccende la polemica sul nucleare.
30 luglio
Il Consiglio Regionale approva un O.d.G. con il quale si constata che non esistono le condizioni per proseguire nelle procedure di localizzazione di centrali
elettronucleari in Lombardia.
1980
È un anno di scarsa attenzione al problema nucleare. Sporadiche le manifestazioni, pochi i dibattiti.
gennaio
Viene resa pubblica la Carta dei Siti suscettibili di insediamenti elettronucleari, elaborata dal CNEN. Vi compaiono ampie zone della Provincia di Mantova e
fra di esse le aree intercomunali in seguito denominate Viadana e S. Benedetto Po, dal nome dei Comuni maggiormente coinvolti.
1981
Pressioni indirette sui comuni mantovani interessati all’insediamento: Legnago (VR) e Bozzolo (MN) potrebbero accogliere una centrale nucleare sul territorio lombardo.
15 luglio
Compare sulla stampa la notizia che una centrale elettronucleare potrebbe essere localizzata in Comune di Legnago (Veneto) a 20 Km dal confine col Mantovano.
3 ottobre
Il Presidente della Provincia di Mantova risponde ad una lettera del 28 luglio del Presidente della Regione Lombardia anche a nome dei comuni mantovani
interessati: i comuni mantovani dichiarano di non aderire all’intesa prevista dall’art. 2 della Legge 2 agosto 1975 n° 393 per l’indicazione delle aree suscettibili dell’insediamento di centrali nucleari.
31 ottobre
Da un articolo del “Corriere della sera” si apprende che il Comune di Bozzolo è disponibile ad accettare indagini dell’ENEL in località Tezoglio al fine di insediare una centrale atomica.
4 dicembre
Il CIPE approva un nuovo testo del P.E.N. (Piano Energetico Nazionale) che prevede, tra l’altro, la costruzione di una centrale elettronucleare composta di due unità standard da 1.000 MW ciascuna nella Lombardia sud-orientale.
1982
Le varie forze antinucleari sono ormai ben organizzate e, lavorando in rete, riescono a fornire una controinformazione capillare non solo nella provincia di Mantova ma anche nei territori limitrofi delle province di Cremona, Parma e Reggio Emilia.
23 febbraio
Il CNEN diventa E.N.E.A. (Ente per l’energia nucleare e le energie alternative).
11 maggio
La Giunta Regionale della Lombardia, su proposta dell’Assessore all’Energia Guido Sasso, scarta l’ipotesi Bozzolo e indica i siti di Viadana e San Benedetto Po.
3 giugno
Il Consiglio Regionale della Lombardia esprime, a maggioranza, voto favorevole per indicare al Ministro dell’Industria le aree potenzialmente idonee all’insediamento: Viadana e San Benedetto Po. Prende atto che questi due comuni hanno negato l’assenso alle indagini tecniche, pur dichiarando: “di non assumere iniziative contro l’esecuzione di accertamenti tecnici che siano stati autorizzati dalle competenti autorità secondo le vigenti disposizioni”.
8 agosto
Ad Avetrana, in Puglia, sito per una centrale nucleare, nel referendum consultivo promosso dal Comune, il 98,81% dei votanti (il 77% degli aventi
diritto) dice NO all’installazione.
1983
In mezzo alle proteste iniziano ufficialmente i sondaggi. Sui fondi agricoli vengono organizzati blocchi alle perforazioni: 9 dimostranti vengono arrestati e per altri 45 cittadini scattano le comunicazioni giudiziarie.
10 gennaio
Legge n° 8 : affida al CIPE (invece che a legge nazionale) la determinazione delle aree suscettibili di insediamento di centrali elettronucleari in mancanza
dell’intesa delle Regioni e/o dei Comuni interessati.
22 febbraio
Il CIPE, con propria delibera, indica per la Regione Lombardia le aree denominate Viadana (comprende anche territori dei Comuni di Borgoforte,
Commessaggio, Curtatone, Dosolo, Gazzuolo, Marcaria, Motteggiana, Pomponesco, Sabbioneta, Suzzara) e San Benedetto Po (comprende anche
territori dei Comuni di Gonzaga, Moglia, Motteggiana, Pegognaga, Quistello, Quingentole, Schivenoglia, San Giacomo delle Segnate, San Giovanni del Dos-
so).
29 aprile
Incontro tra l’Assessore Regionale Avv. Sasso, la Provincia di Mantova e i Comuni interessati. Viene proposta la costituzione di un Comitato di Coordinamento tra Provincia - Comuni - Associazioni ecologiche - Rappresentanze economiche e sociali a livello provinciale e la Costituzione di un Comitato Tecnico Scientifico di fiducia del Coordinamento.
25 luglio
Con delibera del Consiglio Provinciale di Mantova viene approvato lo Statuto e la costituzione del Comitato di Coordinamento degli Enti Locali interessati
alla localizzazione della centrale nucleare. L’art. 3 dello Statuto prevede la costituzione di un Comitato Tecnico Scientifico (CTS).
20 ottobre
Su iniziativa del Pretore di Viadana 9 cittadini vengono arrestati.
14 novembre
L’Assemblea del Comitato di Coordinamento degli Enti Locali approva la formazione, composizione e distribuzione per “aree problematiche” del CTS.
1984
Il CTS diventa operativo. Si tiene il referendum consultivo a Viadana.
11 gennaio
Diventa esecutiva la delibera della Giunta Regionale della Lombardia per il finanziamento del CTS.
28 aprile Manifestazione a Mantova: più di 500 trattori provenienti dalla Bassa sfilano per le vie della città.
2 giugno
Fiaccolata antinucleare a Viadana con circa 5.000 persone.
23 ottobre
Le segreterie comprensoriali e regionali di CGIL, CISL, UIL si pronunciano a favore della centrale nucleare nel mantovano.
25 novembre
Nel Comune di Viadana si tiene il referendum consultivo sulla centrale nucleare: partecipanti al voto 83,42%; NO 91,12%; SI 8,88%.
1985
È l’anno che vede il più alto numero di convegni sul problema nucleare. Intensissimo è il dibattito sulla “Gazzetta di Mantova”, con articoli e soprattutto tramite le “Lettere al Direttore”. Riprendono i sondaggi sui fondi agricoli. Dopo Viadana, altri comuni
promuovono il referendum consultivo.
23 febbraio
Al Teatro Bibiena di Mantova confronto internazionale sulla localizzazione delle centrali nucleari.
9 marzo
La “Gazzetta di Mantova”, anticipando le comunicazioni ufficiali, informa che l’ENEL indica 3 siti per la costruzione della centrale: Bellaguarda (zona Corte
Camerlenga), Cesole (zona Latteria “Primavera”), un’area tra San Benedetto Po e Pegognaga. Dunque non più Foce Oglio e Portiolo come si era sempre
pensato.
10 marzo
Referendum nel Comune di San Benedetto Po: votanti 82,06% degli elettori; NO 89,84%; SI 10,16%.
31 marzo
Referendum nel Comune di Marcarla: votanti 83,96% degli elettori; NO 93,43%; SI 6,57%.
12 maggio
Referendum nel Comune di Pegognaga: votanti 95,21% degli elettori; NO 96,10%; SI 3,90%.
8 dicembre
Referendum nel Comune di Gazzuolo: votanti 81,30% degli elettori; NO 89,30%; SI 8,87%.
1986
In Ucraina a Chernobyl accade il maggior incidente noto ad una centrale nucleare. Sul Viadanese si ritorna all’occupazione dei fondi agricoli fino a che la Ditta “Rodio”, che lavora su appalto ENEL, abbandona definitivamente il cantiere.
16 febbraio
Dalla “Gazzetta di Mantova” si apprende che tutti i denunciati per i blocchi del 1983 sono stati prosciolti in istruttoria.
13 aprile
Referendum nel Comune di Dosolo: votanti 84,52% degli elettori; NO 96,10%; SI 3,90%. Referendum nel Comune di Pomponesco: votanti 78,50% degli elettori; NO 94,57%; SI 5,43%.
26 aprile
Incidente al reattore n°4 della centrale nucleare di Chernobyl.
10 maggio
Fiaccolata antinucleare a Mantova: circa 25.000 persone sfilano per dire NO alla centrale.
29 maggio
Inizia l’opposizione pubblica all’elettrodotto da 380 kV Caorso-S. Damaso, il cui tracciato passa tra Squarzanella e Bellaguarda, sul sito della centrale.
27 ottobre
Inizio dei nuovi blocchi sui fondi agricoli della zona Camerlenga.
10 dicembre
Con lo smantellamento degli uffici presso la Corte Camerlenga l’ENEL abbandona definitivamente il cantiere.
1987
È l’anno dei referendum nazionali abrogativi contro il nucleare. Con la vittoria dei SI viene chiusa la vicenda della centrale atomica in Provincia di Mantova.
19 gennaio
Conferenza stampa degli esperti del CTS: improponibile una nuova centrale nucleare in Val Padana; mancano le garanzie.
5 febbraio
Si apprende dalla “Gazzetta di Mantova” che la Corte di Appello di Brescia conferma l’assoluzione per i dimostranti che erano stati arrestati con l’accusa
di interruzione di pubblico servizio.
27 febbraio
A Roma, Palazzo dei Congressi EUR, si chiude la Conferenza Nazionale sull’Energia senza che venga raggiunto sostanzialmente alcun accordo: c’è il problema dei referendum abrogativi ormai imminenti ed il rischio di elezioni politiche anticipate.
26 aprile
Nel 1° anniversario di Chernobyl 50.000 persone formano una catena umana di 25 chilometri tra Caorso (centrale nucleare) e S. Damiano (base dei “Tornado”, aerei capaci di armamento atomico).
8/9 novembre
Referendum abrogativi: votanti 65,20% degli aventi diritto; localizzazione centrali SI 80,6%; contributi ai comuni SI 79,7%; partecipazione centrali all’estero SI 71,8%.